LUCE DA LUCE

LIBRO APPENA PUBBLICATO E DISPONIBILE

Carissimi amici Vi annuncio la disponibilità anche della versione cartacea del mio ultimo libro «Luce da Luce» edito dalla Casa Editrice “Fede & Cultura” di Verona.

Vi ringrazio di cuore per la stima e l’amicizia.

Fede & Cultura shop on-line

PREFAZIONE

La Poesia non è una fuga nella fantasia irrealistica e irrazionale, sganciata dalla realtà in cui viviamo. Il piede del Poeta è ben piantato per terra, mentre la sua mente si eleva fino al cielo più alto e nascosto ai più, ma solo per ricevere il senso profondo dell’esistere e dell’essere uomo immerso in un universo colmo di messaggi diretti e indiretti. E questi messaggi sono più di semplici comunicazioni gnostiche, sono invece parte di un’armonia superiore che si rivela nella stupefacente Bellezza dell’universo creato.

Natura ed emozioni, cultura e sentimenti costituiscono i «ritmi cardiaci» della vita cosmica di cui facciamo parte e che l’Essere Creatore, nella sua infinita Sapienza, Amore e Razionalità, ha posto nella nostra anima immortale.

L’Artista è un granellino di questa infinità d’Amore, cui è affidata la missione di trasmettere il «Cuore della Vita» ai suoi simili attraverso il linguaggio, in senso ampio.

In particolare l’Artista-Poeta è un demiurgo del linguaggio orale e scritto, che veicola la meraviglia del vivere quotidiano come un vivere nell’assoluta eternità del momento presente.

Nella piccolezza dei gesti e delle situazioni che la realtà ci propone, il Poeta vede il riverbero dell’infinito, nella molteplicità l’esaltazione dell’Uno che ci dona una Vita senza limiti nella Verità, Bontà e appunto nella Bellezza, che compendia in sé i primi due concetti archetipici.

In questa Silloge richiamo e sviluppo ulteriormente la Poetica generale descritta nell’introduzione al mio precedente libro «Le Mutazioni dell’Amore» (Laura Capone Editore, Roma, 2018) e alla penultima opera intitolata «Mistica danza», uscita nel 2017, sempre per i tipi di Fede&Cultura di Verona, scritta in collaborazione con il figlio Emanuele.

In questi due testi ho sviluppato, secondo i canoni greci classici, le relazioni fondamentali tra l’Érōs (l’amore umano), l’Agápē (l’Amore divino), Thánatos (la Morte purificatrice e liberatrice) e la Némesis (la divina vendetta cosmico-spirituale), evocata dall’Úbris (l’orgoglio auto-deificantesi dell’uomo tecnocratico moderno e contemporaneo).

In questa opera intendo compiere coerentemente un ulteriore passaggio: quello antropologico e socio-ambientale concreto. θάνατος (la morte) qui aleggia ancor più evidente e sembra vincere la sfida con Άγάπη (l’Amore).

Ma non è così. L’ultima strofa della composizione «Onore a un senza tetto» (pag. 16) lo rivela nella sua contingente e apparentemente contraddittoria esperienza.

L’uomo, anche il più disperato e derelitto, ha un unico e definitivo referente e fonte della Vita: il Signore dei Viventi, Nostro Signore Gesù Cristo. In eterno.

È pur vero che il linguaggio poetico ha caratteristiche universali, che vanno al di là di singole adesioni o visioni di fede, ma non può né deve sopprimerle in nome di un sincretismo sentimentale e relativismo emozionale. Nemmeno può né deve manipolare il linguaggio in nome di una unilaterale fede ideologica che guardi unicamente all’umano, surrettiziamente ponendolo all’attenzione del lettore come l’unico dio tangibile e affettivamente degno di venerazione.

Il linguaggio umano cadrebbe e cade di fatto in molta letteratura contemporanea, nell’autoreferenzialità e nel nuovo manierismo comunicativo, legato a tutti quegli ambienti imperniati sul «benessere fisico e mentale», sulla «ricerca motivazionale e ispirazionale» ecc., per fini anche molto materiali ed egocentrici: successo, carriera, ricchezza, leadership, «illuminazioni estatiche», di implicite ed esplicite importazioni orientalizzanti e, in gradi diversi, legate alla new age e al nuovo umanesimo ateo, modernista e globalista di antica matrice esoterica.

La Via alla Luce invece non è di facile scrutazione. Passa per fessure e porte strette… è un dono che viene dall’Alto, più che una conquista umana in solitaria o indotta da mirabolanti imprese tecno-robotiche, comandate da una intelligenza artificiale, che altro non è se non la mente umana collettivizzata e autolatrata, in modo sincronico e diacronico, che si propone come l’unico oggetto valido di fede, con movenze semiotiche pseudo-religiose.

Le poesie che qui presento sono l’espressione di una immanenza, spesso tragica, che riesce a trascendersi grazie ad una spinta centripeta, ove il punto centrale di attrazione non è la terra e l’umana avventura, ma è Dio stesso e la sua umana compassione fino all’identificazione con la vittima … sacrificale (vedi l’opera monumentale del grande antropologo René Girard), al fine di ridestare il germe o, meglio, la scintilla di Luce che alberga in noi.

Questa Scintilla si manifesta dentro di noi, ma non si genera autonomamente né può rinvigorire la sua fiamma senza l’accettazione e l’affidamento completo all’ardente Amore Divino.

Questo è il senso ultimo del capitolo conclusivo, che dà il titolo all’intera raccolta e ne è l’apice, «Luce da Luce»: chi vive nell’Amore, lo canta in ogni momento della giornata. Allora la Poesia diviene inno di Lode, inno alla Vita, Inno di Ringraziamento (forma linguistica della salvifica Eucaristia): Ringraziamento stupefatto di tanta Bontà, Verità e Bellezza donataci da Dio.

Buona lettura allora e buona immersione nell’oscurità luminosa della vita, fino ad incrociare la Luce che illumina i meandri più reconditi dell’Anima, in un mondo che, pur morente, anela a risorgere nella pura Luce di Dio.

L’Autore 

Valli del Pasubio, 14 settembre A.D. 2019

Festa dell’Esaltazione della Santa Croce

Non è stato fornito nessun testo alternativo per questa immagine